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martedì 9 dicembre 2014

La salute dei cittadini prima dell'ampliamento dell'aeroporto " Antonio Canova "di Treviso





Di seguito il testo dell'interpellanza presentata oggi in Provincia, in merito al controllo della qualità ambientale, e le sue possibili ricadute sulla salute dei cittadini trevigiani a causa dall'ampliamento dello scalo aeroportuale trevigiano.





Al Presidente della Provincia di Treviso


Interpellanza (art. 55 Regolamento Consiglio Provinciale)

PREMESSO CHE :

L’aeroporto Canova di Treviso, fin da quando sono stati avviati i lavori per il suo ampliamento, è stato oggetto di numerose prese di posizioni, da parte di comitati di cittadini, esponenti politici e stampa locale, in merito al suo forte impatto ambientale nel nostro territorio e in particolare sui 
Comuni di Quinto e di Treviso e che mostravano una forte e crescente preoccupazione in merito all’aumento costante del numero dei voli e dei passeggeri in transito.

Di recente è stato presentato uno studio promosso dall’ISDE (International Society of Doctors for Environment), dal nome “ Trasporto Aereo, impatto atmosferico e impatto acustico come determinante di danno ambientale e di malattie”.

In questo studio sono rilevati molti degli effetti negativi sulla salute dei cittadini, generati dal traffico aereo, soprattutto nei dintorni delle aree oggetto di attività aeroportuali.

CONSIDERATO CHE:

La nostra Costituzione all’art. 32 sancisce come diritto fondamentale, la salute dei cittadini e ne indica come prioritaria la sua tutela come vero e primario interesse dell’intera collettività.

Il progetto di ampliamento dell’aeroporto Canova di Treviso, già ampiamente esposto attraverso un master plan che prevede un forte ampliamento delle attività, sia da un punto di vista urbanistico e sia e soprattutto in un deciso aumento del numero dei voli giornalieri, puntando a triplicare e/o forse quadruplicare, quelli già presenti.

Un progetto di ampliamento il cui impatto di natura ambientale a carico dei cittadini  non può  e non deve essere assolutamente trascurato, vista l’estrema vicinanza delle città di Treviso e di Quinto di Treviso, allo scalo aeroportuale.

Tutto ciò, considerato anche che tale progetto è stato più volte rigettato dalla Commissione Tecnica di Valutazione Impatto Ambientale (CTVIA) del Ministero dell'Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM), con pareri negativi quasi unanimi.

Il sottoscritto Consigliere Provinciale

CHIEDE:

All’Amministrazione provinciale di divulgare i dati a oggi della qualità dell’aria e l'impatto acustico coinvolgendo la locale ARPAV e di farsi promotrice di uno studio su quanto potrebbe aumentare l’inquinamento della zona interessata intorno allo aeroporto, sulla base dell’ipotesi di aumento del numero dei voli del Canova, come indicato anche nel suo master plan.

Che quest’Amministrazione persegua lo scopo primario di preservare la salute dei cittadini trevigiani, rispetto ai soli interessi di natura economica, cercando di attuare tutte le azioni possibili tra cui una  collaborazione  con ARPAV e i comuni interessati, divulgando periodicamente i dati sull'inquinamento dell'aria e acustico, provocato dall'aeroporto Canova di Treviso.


Il Consigliere Provinciale
Luigi Amendola

Treviso, 9 dicembre 2014

giovedì 7 agosto 2014

La cura del territorio è il miglior modo per amarlo


Abbiamo sempre e da anni gridato ai 4 venti, con prese di posizioni ufficiali, ordini del giorno, interrogazioni e interpellanze , che il nostro territorio è un luogo fragile, e molto, da un punto di vista idrogeologico. Lo abbiamo scritto in ogni dove che un abuso del nostro suolo, delle nostre colline, a favore di uno sviluppo spesso incontrollato, poteva rendere la Marca trevigiana, ancora più debole, fragile e indifesa.
La triste tragedia di Molinetto della Croda nel Comune di Refrontolo, ci ha tutti quanti risvegliati bruscamente sul tema del rischio idraulico e di ciò che in pratica la natura può causare quando è " violentata". La natura si è ripresa purtroppo la sua triste rivincita nei confronti dell'uomo che non la rispetta.
Ma ora basta. Basta frasi di circostanze, basta parole al vento. E' arrivato il momento di agire veramente. Cambiare prima di tutto il pensiero che il territorio possa ancora subire delle ferite profonde e che sia capace di sopportarle. Non è così. I nostri luoghi ci stanno chiedendo di essere rispettati, amati e curati. Ci stanno dicendo di smetterla con il loro consumo, ci stanno quasi implorando di cessare la devastazione, ci stanno indicando che l'unica via da seguire è quella di ascoltarli profondamente.
Sono anni che proponiamo che la messa in sicurezza idrogeologica è la più urgente delle opere pubbliche da effettuare. Ed è arrivato il momento di attuarla concretamente.
Di piani come metterla in atto, ne siamo fin troppo pieni, di regole su come attuare un buon rispetto del territorio ne abbiamo a decine. Ora è arrivato il momento di applicarle e di iniziare seriamente con la vera prevenzione e con interventi idrogeologici  concreti da effettuare per mettere realmente in sicurezza tutto il territorio della nostra provincia.
Chiediamo che ci governa e ci amministra si metta la mano non solo sugli occhi per asciugarsi le lacrime, ma che si sieda e pensi seriamente ad investire ingenti risorse per mettere in sicurezza tutti i nostri luoghi che ormai hanno sofferto per la loro incuria.
Quando sentiamo  dire che per "essere" vicini alla nostra provincia lo devi dimostrare  attraverso una appartenenza di nascita o di antica provenienza, questo  ci rende  increduli, quando poi chi  ci amministra da anni e anche a ogni livello , non ha mai battuto ciglio, se intere aree agricole venivano inghiottite dal cemento, o intere colline venivano dedicate non al paesaggio, ma alla coltura intensiva, o dove pianure, si regalavano al cemento autostradale o intere aree venivano bucate come delle groviere, per essere destinate a immense cave.
Noi crediamo che per essere trevigiani veramente, non solo si deve conoscere ogni luogo, ma soprattutto, nel momento in cui si vuole intervenire , si deve usare  una mano delicata nel territorio, un tocco dolce e rispettoso, senza mai abusare della sua morfologia, senza mai cambiare profondamente il suo aspetto naturale. Essere vicini per noi alla Marca trevigiana significa soprattutto rispettarla e curarla profondamente.


mercoledì 30 aprile 2014

Tavolo permanente sulle mafie e criminalità organizzate

La commissione statuto della provincia riunitasi ieri, ha dato su nostra iniziativa il via libera all’istituzione di un tavolo permanente sulle mafie e criminalità organizzate.

Questa proposta, semplice dal punto di vista formale ma impegnativa dal punto di vista etico, e' inserita da mesi nell'agenda politica di Sinistra Ecologia e Libertà.

Dal 2012 infatti stiamo denunciando che  le infiltrazioni mafiose sono un fenomeno  presente anche nel nostro territorio e questo e' tristemente agevolato dalla crisi economica che attanaglia tutte le aziende e soprattutto le piccole sono più vulnerabili a questo tipo di fenomeno.
Calano le vendite, cala la produzione, si innalza il bisogno di avere denaro contante per far fronte e a spese e pagamenti, si rischia il fallimento: questi sono tutti fattori su cui le criminalità organizzate puntano ed hanno imparato a mettere gli occhi, in maniera che l'imprenditore in difficoltà si senta preso per la gola e diventi facile preda di questo modello mafioso più moderno,  che sta lentamente falsando la nostra economia locale.
Chiaramente attraverso questi sistemi meno sanguinolenti e quasi invisibili,  le mafie hanno mano libera per poter reinvestire e riciclare i proventi delle attività criminali più classiche, come il racket e l'usura.
Anche l’audizione della commissione antimafia, tenutasi  a Venezia nel 2013, ha denunciato  la presenza di cosche mafiose nel Veneto nella stesura del suo rapporto.
Per questi motivi  è nata la nostra  idea di promuovere la nascita di un tavolo permanente sulle mafie e criminalità organizzate.

Una azione utile che riteniamo per promuovere la cultura della legalità e la lotta alle mafie e da tempo ha visto ( anche e soprattutto attraverso il nostro impulso) la provincia di Treviso e' attiva su questo fronte fronte.

Infatti già nel marzo 2012 il Consiglio Provinciale aveva approvato il “ protocollo sulle legalità”  con cui si era proceduto alla adesione da parte della nostra provincia all' Associazione “ Avviso Pubblico” che riunisce i rappresentanti di Regioni, Province e Comuni impegnati a diffondere i valori della legalità e della democrazia contro le mafie.
In tal senso si era ritenuto di dare sostegno anche alla Associazione “ Libera” nata proprio con lo scopo di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e per promuovere la legalità e giustizia.

"Avviso pubblico" e "Libera" saranno il vero motore del “ tavolo permanente” ed a loro chiederemo l’effettivo sostegno ed un piano di elaborazione per coadiuvarci nelle attività.
La loro collaborazione sara' preziosa ed unica perché conoscono tutte l’informazioni necessarie a comprendere la situazione e hanno la capacità e la tecnica per divulgare ai cittadini tutte le notizie necessarie  per conoscere il fenomeno delle mafie e quello delle criminalità organizzate.


mercoledì 9 aprile 2014

Villa Albrizzi Franchetti è un bene comune




E’ primavera e tante cittadine e cittadine approfittano delle belle giornate per visitare e godere delle bellezze naturali e artistiche delle quali il nostro territorio è fortunatamente ricco. Ma alcune realtà restano inspiegabilmente chiuse, quando invece potrebbero essere elementi di qualificazione e attrattività del territorio. Basta passare per il Terraglio per rendersene tristemente conto e vedere come sta messo un complesso che per la sua importanza storica, artistica e naturalistica, è un patrimonio di tutti  e come tale dovrebbe essere gestito e custodito. Quello di Villa Albrizzi- Franchetti.
Perché Villa Albrizzi-Franchetti non è aperta al pubblico ? Perché un compendio ricco di storia e di bellezza, di proprietà pubblica, deve essere sottratto alla fruizione della cittadinanza ?  Il complesso della villa, che sorge a Trovaso di Preganziol affacciandosi sulla statale, appare invece in stato di abbandono. Una luminaria con la stella cometa fa bella mostra di sé nella facciata di uno degli edifici, la vegetazione pare destinata a mangiarsi la vista delle splendide architetture della villa e delle due barchesse, non si sa se venga garantita la necessaria manutenzione per evitare un progressivo degrado delle strutture e delle opere d’arte che vi sono contenute.
E a che punto siamo con il progetto di portarvi lì una sede universitaria specializzata in moda e design e di creare un polo culturale di valenza interprovinciale, come promesso da Provincia e Fondazione Cassamarca quando, oltre tre anni fa, venne stipulato un protocollo di intesa con il quale la Provincia, che è proprietaria dal ’71 della villa, concedeva il complesso in concessione a Cassamarca per trent’anni, in cambio dell’impegno ad aprire entro 5 anni dall’accordo una sede universitaria ?
Sinistra Ecologia Libertà, tramite una interrogazione sarà presentata oggi in Provincia e rivolta al presidente Muraro, intende fare chiarezza su queste questioni e porre il tema di una eventuale revoca della concessione, laddove si verifichi che Fondazione Cassamarca ha cambiato idea sulla sede universitaria, o non sia in grado di garantire la corretta manutenzione e la fruizione pubblica del complesso per le quali si era impegnata.
Sentiamo dire fin troppo spesso che la vera ricchezza dell’Italia è il suo patrimonio storico, artistico e paesaggistico. Aggiungiamo che questa ricchezza esiste grazie alla cura e alla tradizione conservativa del nostro paese, e che sono oggi a rischio. Quella cultura della conservazione pubblica che chiediamo alla Provincia di dimostrare riguardo a Villa Franchetti, bene comune dei trevigiani e dell'Italia.

ecco il testo dell'interrogazione:
http://www.provincia.treviso.it/Engine/RAServeFile.php/f/Consiglieri/0000_000000000000416_2014_0038087_000.pdf

domenica 9 marzo 2014

Ordine del Giorno su istituzione di un osservatorio permanente sulle mafie e criminalità organizzata




Il testo dell'Odg che presenteremo nel prossimo Consiglio Provinciale      


     “ Osservatorio permanente sulle mafie e criminalità organizzata “


Premesso che :
La Provincia allo scopo di promuovere la cultura della legalità e la lotta alle mafie, ha da tempo deciso di avviare azioni utili a contrastare e prevenire i tentativi di infiltrazione mafiosa e le altre forme di illegalità diffusa;

Il Consiglio Provinciale con Ordine del Giorno ha approvato all’unanimità nella seduta del 19 marzo 2012, il “ Protocollo sulle legalità” con cui si è proceduto tra l’altro alla adesione da parte della Provincia di Treviso alla Associazione “ Avviso Pubblico”, che riunisce i rappresentanti di Regioni, Province e Comuni, impegnati a diffondere i valori della legalità e della democrazia contro le mafie e che in tal senso si è ritenuto di dare sostegno anche alla Associazione “Libera”, nata con lo scopo di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e per promuovere la legalità e giustizia e che coordina altre 1500 Associazioni e realtà locali che nei vari territori sono impegnate per costruire sinergie politico istituzionali;

Il Consiglio Provinciale ha deliberato in data 28 giugno 2012, l’adozione  di un codice etico chiamato “ Carta di Pisa” che impegna gli amministratori a svolgere l’attività di mandato evitando situazioni e comportamenti che possono nuocere agli interessi e all’immagine della pubblica amministrazione, anche in eventuali legami con l’illegalità diffusa.

Considerato che :

Esiste purtroppo un rischio di infiltrazione delle mafie nel nostro territorio, evidenziato dalla analisi molto dettagliata della Commissione Antimafia del 2013, che ha denunciato la presenza di cosche mafiose nel Veneto. Un pericolo grave nato anche a causa della crisi economica che purtroppo, sta colpendo il nostro territorio, che si è tradotta in un calo delle potenzialità imprenditoriali e nel fallimento di alcune aziende. Fatti che possono creare un possibile terreno fertile per la criminalità organizzata, che può inserirsi anche nelle nostre attività produttive in difficoltà attraverso le quali poter reinvestire e riciclare i proventi delle attività criminali oppure attraverso il racket dell’usura.  


Il Consiglio Provinciale chiede :

Al Presidente della Provincia e alla sua giunta di impegnarsi per la costituzione nella istituzione, di un “ Osservatorio permanente sulle mafie” che sia un possibile mezzo per cercare di contrastare il fenomeno, anche attraverso una attività di monitoraggio dello stesso e anche con la divulgazione di informazioni utili a prevenire il pericolo di infiltrazione mafiosa, avvalendosi a tal scopo della collaborazione delle associazioni “ Avviso Pubblico “ e “ Libera”.

martedì 25 febbraio 2014

Presidente Renzi, a Treviso porti non solo parole, ma opere concrete, e giuste

 
L’intenzione del presidente del Consiglio di inaugurare il suo mandato visitando le scuole, e di partire da Treviso, è una buona intenzione alla quale ci auguriamo seguano i fatti.

Nella nostra provincia vi sono situazioni pesanti di difficoltà strutturali negli istituti secondari superiori. La contrazione delle risorse destinate alla Provincia, attraverso l’azzeramento dei trasferimenti statali e la strettoia del patto di stabilità sulla possibilità di spesa delle risorse disponibili, rende difficile, se non impossibile, intervenire adeguatamente su alcuni punti critici, quali gli istituti di Castelfranco, a partire dal liceo Giorgione e dall’alberghiero Maffioli, il liceo Berto a Mogliano, l’istituto Duca degli Abruzzi a Treviso, il Pittoni a Conegliano, l’alberghiero di Vittorio Veneto e molte altre realtà che soffrono di mancanza di spazi, di carenze strutturali e di degrado degli edifici. Almeno 20 milioni di Euro servirebbero subito per le situazioni più urgenti.

Gli istituti per la scuola dell’obbligo, di competenza dei comuni, subiscono le conseguenze del patto di stabilità e del taglio drastico dei trasferimenti agli enti locali. E i bandi attraverso i quali la Regione redistribuisce gli esigui stanziamenti statali, vengono spalmati in miriade di piccoli interventi anziché intervenire sui grossi interventi strutturali che possono realizzare un autentico salto di qualità nell’edilizia scolastica per i primi due cicli scolastici.

Esiste un problema generale di messa in sicurezza degli edifici scolastici, e un problema specifico di messa in sicurezza sismica che riguarda buona parte del territorio provinciale. Un piano per l’edilizia scolastica deve porsi oggi anche ambiziosi traguardi riguardo all’efficienza energetica degli edifici, fino alla loro autosufficienza, e contribuire così all’abbassamento della bolletta energetica nazionale e alla qualità dell’ambiente e dell’aria.

Perché un gesto simbolico non diventi l’ennesima promessa non mantenuta, bisogna che al gesto seguano scelte concrete con la messa a disposizione di adeguate risorse e con l’allentamento del patto di stabilità per gli enti locali. E che le risorse vengano distribuite secondo precise priorità di intervento, non lasciando che la mediazione regionale possa frazionare in troppi rivoli i pochi soldi disponibili ma finalizzando gli interventi secondo rigidi criteri di priorità.

L’investimento per la scuola non può riguardare solo i muri, ma deve comprendere chi lavora e studia dentro quelle mura. L’istituzione scuola deve diventare il motore e il perno di una nuova idea di società, che riveda le priorità che il paese si è dato in questi anni. Veniamo da anni nei quali ha dominato la logica dei tagli; il famoso taglio da 8 miliardi alla scuola operato allegramente dalla famigerata Gelmini è ancora tra noi vivo e vegeto. Ai docenti si è pure ventilata a inizio anno l’ipotesi di riduzione di una parte degli stipendi arretrati, rientrata attraverso un ulteriore taglio ai fondi di istituto. Il Presidente Renzi ha sostenuto in parlamento che non servono nuove risorse per i docenti ma un cambio di mentalità. Risulta però difficile non partire dal fatto che abbiamo il corpo docente più anziano d’età e più malpagato d’Europa. Bisogna consentire il pensionamento per far posto a docenti più giovani e porsi in generale il problema di un sottofinanziamento di tutti gli istituti della conoscenza, a partire dalla scuola pubblica, che non può continuare senza compromettere irrimediabilmente quella possibilità di contribuire decisamente all’uscita dalla crisi che a parole tutti facilmente riconoscono al mondo dei saperi.

Chiediamo inoltre al Presidente del Consiglio che assieme all’emergenza edilizia scolastica assuma l’emergenza relativa all’assetto idrogeologico del nostro paese. La nostra provincia ha subito in queste settimane allagamenti, frane, smottamenti: milioni di euro di danni. Ancora una volta mettendo a nudo tutta la fragilità di un territorio poco rispettato e deturpato nel corso degli anni da una politica scriteriatamente cementificatoria e poco rispettosa degli equilibri naturali. Prevenire costa meno che curare. Si predisponga un grande piano verde per la messa in sicurezza del territorio, con il quale dare lavoro e fare del bene all’ambiente, alla qualità della vita dei cittadini e alle casse pubbliche non più costrette ad aprirsi velocemente e ampiamente ad ogni ulteriore emergenza.

Sia per l’edilizia scolastica che per gli interventi a favore del territorio, chiediamo che si reperiscano risorse anche attraverso il taglio delle spese per armamenti, a cominciare dai famigerati F-35 ai vari sofisticati sistemi d’arma dai costi esorbitanti.

E infine, ma non per certo per ultimo, la drammatica crisi sociale ed economica nella quale non il caso malvagio ma precise scelte dei decisori europei e nazionali hanno avviluppato il nostro paese, trova un punto acuto di sofferenza in una delle aziende simbolo della nostra provincia come la Electrolux di Susegana. Siamo di fronte ad una vertenza paradigmatica, nella quale si era arrivati a mettere in contrapposizione il diritto al posto di lavoro e il diritto a ricevere un giusto (e basso) salario per quel lavoro; si era minacciato di delocalizzare in un altro paese europeo la produzione senza una disponibilità dei lavoratori a vedersi ridurre drasticamente il loro salario. La questione non è chiusa, e a essere chiamata in gioco deve essere la politica europea e la politica nazionale. La prima è praticamente inesistente, ed è auspicabile che dalle prossime elezioni europee emerga qualche segno tangibile della necessità di una dimensione politica e democratica della costruzione europea affinché non si tramuti definitivamente in incubo il sogno europeo. La politica nazionale non pare fino ad oggi aver dato le risposte necessarie per chiudere positivamente per i lavoratori la vertenza. Vista la sostituzione del ministro Zanonato con un ministro di chiare simpatie berlusconiane e liberiste ed esperta in pratiche di delocalizzazione, che non pare dare le migliori garanzie rispetto alla vertenza Electrolux, e visto che non ci pare che in Parlamento abbia nemmeno sfiorato la questione, è davvero il caso che il Presidente Renzi si faccia istruire in materia dagli operai per prendere coscienza della posta in gioco.

Serve al nostro paese una politica industriale, e interventi per frenare, e non incentivare, la corsa al ribasso sui diritti e sui salari dei lavoratori.

L’allentamento dei vincoli del patto di stabilità per gli enti locali potrebbe anche liberare delle risorse (peraltro già presenti nelle casse di molti Comuni) utili, se non necessarie, per un intervento a sostegno delle persone più deboli.  Un numero sempre maggiore di disoccupati o cassintegrati non sanno più come affrontare le spese quotidiane o saldare le fatture per le utenze domestiche, e i servizi sociali dei Comuni non hanno fondi per garantire un sussidio.  Una maggiore disponibilità di risorse potrebbe anche permettere ai nostri Comuni di progettare piani di intervento per affrontare l’emergenza abitativa, visto che anche nella nostra provincia di Treviso sono ormai centinaia le famiglie sotto sfratto per morosità incolpevole. 

 In questa situazione di crisi che indebolisce anche la coesione sociale, è anche importante che lo Stato favorisca e sostenga tutti quegli istituti giuridici che garantiscano alle famiglie maggiore unità, e alle persone maggiore senso di appartenenza rispetto alla comunità di cui fanno parte.  È in questa prospettiva che riteniamo che la tutela di tutte le coppie fondate su vincolo affettivo, attraverso una unione civile pubblicamente riconosciuta, così come l’accesso alla cittadinanza italiana per i ragazzi nati in Italia in virtù dello “ius soli”, non siano capricci non urgenti né prioritari, ma vere occasioni per creare un corpo sociale più coeso e per consolidare il senso di solidarietà e di corresponsabilità tra le persone.


Luca De Marco, coordinatore Federazione provinciale SEL
Marco Pedretti, coordinatore Circolo SEL Treviso
Forum provinciale SEL Saperi

venerdì 21 febbraio 2014

Ordine del giorno urgente su cittadini e territorio colpiti dal maltempo


A seguito del maltempo che aveva colpito nei giorni scorsi il nostro territorio, avevamo già presentato una interrogazione per conoscere le azioni che la Provincia aveva messo in atto nel passato, per quanto attiene la prevenzione del rischio idrogeologico http://www.provincia.treviso.it/Engine/RAServeFile.php/f/Consiglieri/0000_000000000000362_2014_0015699_000.pdf.
Abbiamo  visitato, in settimana, con le commissioni consiliari ambiente e protezione civile, alcuni luoghi che hanno subìto gravi danni, come Il Piave (oggetto di larghe erosioni dei suoi argini ) e le zone limitrofe come Mareno e Maserada (presenza di fenomeni di  ingrossamento della falde acquifere ) che hanno provocato l'allagamento di numerose abitazioni.
Qui molti cittadini  sono stati assistiti durante l'emergenza dalla protezione civile, esercito e croce rossa. In alcuni casi, sono state evacuate anche delle famiglie per la gravità della situazione.
Il Piave ( con gli argini erosi)
Ieri invece è stata la volta del vittoriese, dove sono presenti numerose  frane e smottamenti che hanno anche invaso alcune strade, non permettendo la libera circolazione degli autoveicoli. Anche lì sono state evacuate delle famiglie, in quanto le abitazioni sono a rischio. Inoltre alcune attività commerciali hanno dovuto chiudere, a causa dell'evidente vicinanza al fenomeno di smottamento, di larghe parti di territorio.
Frana in Via Val del Mar a Vittorio Veneto
A questo punto, insieme a tutte le opposizioni presenti in Provincia, abbiamo deciso che presenteremo un odg urgente che verrà posto in discussione e votazione nel Consiglio Provinciale di lunedì prossimo.
In questa nostra richiesta viene indicata l'assoluta necessità di intervenire in aiuto alle popolazioni ed al territorio colpiti dal maltempo.
Chiediamo una urgente attivazione da parte sia della Regione che del Governo, per trovare le risorse economiche necessarie per affrontare e risolvere i danni ingenti subiti. Particolare attenzione è stata da noi posta nel poter usufruire di risorse economiche per la prevenzione del rischio idrogeologico  e la relativa messa in sicurezza del nostro territorio.
Una indicazione che riteniamo importante, per evitare che nel futuro si possano evitare danni e disagi, come quelli avvenuti da poco.
Vogliamo ricordare che nel nostro paese si continua ad investire poco nella sicurezza dei territori, anche se sarebbe enormemente più intelligente intervenire sulla prevenzione del rischio idrogeologico e la cura del suolo.  Infatti negli ultimi anni si è spesa una cifra di quasi 4 volte superiore solo per riparare i danni da fenomeni atmosferici.
Certo, sapere che riusciamo a spendere ancora quasi 70 milioni di euro al giorno in spese militari, mentre si riescono a trovare con enorme difficoltà i soldi necessari per affrontare un tema così delicato che se non affrontato pone a rischio anche l’incolumità dei cittadini, è molto imbarazzante. Gli ultimi governi che si sono succeduti, e anche la Regione Veneto, dovrebbero invece pensare di più al territorio dove tutti noi viviamo.
Vogliamo sottolineare che tra le cause dei fenomeni di allagamento di vaste aree del trevigiano vi è anche il massiccio consumo di terreno agricolo, preferito al cemento. Solo negli ultimi anni un’ area di preziosa terra da coltivare grande come i comuni di Treviso e Castelfranco Veneto insieme, è stata letteralmente “mangiata” dal cemento in tutta la nostra provincia.
In questo modo l'acqua riesce sempre con maggiore difficoltà ad essere assorbita in quanto non trova che costruzioni o altro sul suo percorso. Insomma continuiamo a pensare che,( anche se da tempo avevamo sottolineato come una delle priorità da affrontare subito il rischio idrogeologico attraverso la presentazione di ordini del giorno, interrogazioni e richieste di commissioni), la relativa messa in sicurezza del territorio appare per il momento un tema che poco riesce a tener banco, in chi ci governa.
Anche il Capo della Protezione Civile Gabrielli, ha indicato la via della non edificazione per i prossimi dieci anni, come uno dei modi per prevenire i danni causati dal maltempo. Ma da noi tra prossimi piani casa, grandi opere viarie e non, questo consiglio non sarà sicuramente ascoltato.



mercoledì 12 febbraio 2014

Interrogazione sulla difesa idrogeologica del nostro territorio



Al Presidente della Provincia di Treviso
Dott. Leonardo Muraro

                 


Interrogazione art .54 (regolamento consiglio provinciale)




Premesso che:

La provincia detiene la funzione delegata dalla Regione del Veneto all'Art. 85 della L.R. 11/2001:
pronti interventi di difesa idrogeologica, monitoraggio di abitazioni coinvolte in aree di dissesto, controllo dei movimenti franosi di versante a tutela della pubblica incolumità, ripristino e/o consolidamento di tratti di viabilità provinciali interessate da situazioni di emergenza dovute a calamità naturali, interventi sulla viabilità comunale nel caso sussista un pericolo per la pubblica incolumità o sia interdetto l'accesso ai mezzi di soccorso.
Sono conferite alle province le funzioni relative:
a) alla programmazione, progettazione, approvazione ed esecuzione degli interventi di difesa idrogeologica e dei relativi manufatti, funzionali alla prevenzione di dissesti e alla messa in sicurezza della rete viaria della provincia;
b) alla programmazione, progettazione, approvazione ed esecuzione degli interventi per il consolidamento degli abitati e all'attuazione dei piani di trasferimento ai sensi della legge regionale 12 aprile 1999, n. 17, nei limiti dei finanziamenti disponibili e di linee guida delle classificazioni predisposte dalla Giunta regionale, ai sensi dell'articolo 1 della legge regionale citata;
c) alla realizzazione di pronti interventi relativamente alle opere di cui alle lettere a) e b);
d) alla realizzazione d’interventi di sistemazione di rive e sponde lacuali;
e) alle concessioni di sponde e di spiagge lacuale, di superficie e di pertinenze dei laghi e alla relativa polizia idraulica ivi compresa l'estrazione di materiali inerti;
f) alla vigilanza in materia di acquacoltura, già attribuita alla Regione, di cui all'articolo16 della legge 17 febbraio 1982, n. 41 "Piano per la razionalizzazione e lo sviluppo della pesca marittima".
Considerato che:
Dopo le ultime settimane di maltempo, il nostro territorio è stato in allarme di rischio idrogeologico per molti giorni a causa di  esondazioni di numerosi  corsi d’acqua, che hanno allagato vaste zone della marca,  innalzamento di falde e  di numerosi e preoccupanti fenomeni  franosi, che hanno invaso alcune strade provinciali.  Una situazione che ha creato numerosi disagi ai nostri cittadini e danni  a  colture agricole e alla fauna in genere.   Una situazione di forte disagio al nostro territorio, che accade ormai di frequente, ogni qualvolta che avvengono precipitazioni al di sopra della norma, causati anche  da una  carenza di interventi per la difesa idrogeologica . Una situazione che pone la messa in sicurezza del territorio come una delle priorità da affrontare al più presto, da chi ci amministra
Secondo quanto affermato sulla stampa locale dal Presidente Muraro , “ la Regione Veneto è inadempiente nei confronti della provincia, del mancato trasferimento della somma di 10 milioni di euro dovuti per delega regionale dall’anno 2008”, proprio per la funzione delegata dalla Regione Veneto, per la difesa idrogeologica.  La somma relativa al mancato trasferimento è quella riferita al demanio idrico.




Il sottoscritto Consigliere

Chiede  di conoscere :

La somma precisa che la Regione deve trasferire alla provincia, secondo quanto previsto dalla delega regionale, alla data di oggi;

I motivi per cui l’amministrazione provinciale ed il Presidente della Provincia non si sono  attivati   prima  per chiedere quanto è dovuto presso la Regione;

Se è stata inoltrata richiesta ufficiale  per il  trasferimento delle risorse necessarie per la difesa del suolo da un punto di vista idrogeologico;

Le somme stanziate negli ultimi anni ( dal 2008 ad oggi ) per interventi di prevenzione e per interventi di sistemazione relativi al dissesto idrogeologico;

Elenco dei danni causati dal maltempo, riferito a quanto di competenza della provincia, con la relativa stima dei costi.



Treviso, 12 febbraio 2014



                                                                                             
                                                                                       Il  Consigliere Provinciale 
                                                                                              Luigi Amendola