lunedì 10 febbraio 2014

Sel incontra il direttore del carcere di Treviso e visita l'istituto di detenzione e pena trevigiano


Una delegazione di Sinistra Ecologia Libertà composta dall'On Giulio Marcon ed i due Capigruppo alla Provincia e al Comune di Treviso, nel pomeriggio di sabato ha visitato il carcere di Treviso.
 L'istituto di pena Trevigiano ovvero la casa circondariale di Treviso è un carcere che si trova in comune Treviso.
La struttura, aperta sul finire degli anni 1940, si articola in tre sezioni: una "circondariale", dove si trovano i detenuti in attesa di processo, una "di reclusione", per i detenuti condannati in via definitiva, e una piccola area dedicata ai detenuti in semilibertà.
L'istituto è in grado di ospitare 127 detenuti e sette semiliberi, ma la capienza definita "tollerabile" raggiunge i 151 detenuti.
Ora secondo gli ultimi dati ricevuti, il numero di persone presenti all'interno della struttura, supera abbondantemente le 210 unità.
Come tutte le carceri italiane anche quello di Treviso soffre di problematiche di sovraffollamento, i detenuti hanno espresso il loro disagio con varie forme di protesta.
La visita è iniziata con un primo incontro, con il direttore del carcere, cui abbiamo posto una serie di domande sullo stato dei detenuti, sullo stato della struttura (molto vecchia) e sulla situazione di sovraffollamento presente nelle celle.
Certamente il quadro descritto non è stato confortante. Ormai nella struttura penitenziaria è presente una serie di detenuti. Molti sono quelli in attesa di giudizio e numerosi sono i presenti a causa della legge Fini Giovanardi.
Ci siamo resi disponibili subito (per le nostre possibilità), a cercare di mitigare il disagio dello stato di chi vive all'interno, attraverso l'impegno per una rapida sistemazione del campo di calcio e non solo (un ampio spazio all'aria aperta, dedicato allo sport), e quello di trovare le risorse necessarie per diminuire le mancanze igieniche (saponi o altro) e anche quella di continuare nella azione della provincia accanto al carcere, attraverso l'ordine di casette di legno per i nidi di uccelli  , con cui i detenuti possono dedicare il loro tempo lontano dalle celle, lavorando  nella falegnameria dell'istituto di pena.
Forte comunque è stato un senso di grande oppressione presente in tutti , causato dal pensiero di come molti detenuti vivono sempre al limite di una qualsiasi forma di rispetto dei diritti umani.

Sel chiede ed ottiene, due commissioni urgenti sullo stato dell' edlizia scolastica e i danni dal maltempo


Abbiamo chiesto e ottenuto due Commissioni consigliari urgenti su edilizia scolastica e sullo stato dei danni causati dal maltempo.
Due temi che oltre ad altri, sono diventati importanti e che sono anche collegato tra loro.
Molte ormai sono le segnalazioni che ci arrivano dagli studenti, su situazioni critiche degli edifici scolastici. Situazioni che ormai sono diventate croniche, ma che  a causa del maltempo sono anche peggiorate.
Un esempio su tutti è il " Maffioli " di Castelfranco che ormai è al limite della sicurezza statica. Non a caso si sono avuti dei cedimenti del tetto di alcune aule. Appare grave che ormai e come sempre, tutte le inadempienze di chi ci amministra, devono essere sempre pagate dalle medesime persone. Molti istituti scolastici hanno delle carenze  strutturali notevoli, e questo sarà il tema della commissione cui abbiamo invitato a partecipare anche gli studenti, che presenteranno un dossier sullo stato dell'edilizia scolastica nel nostro territorio.
Altra Commissione da noi chiesta è quella sullo stato della nostra provincia a seguito delle abbondanti precipitazioni di pioggia, avvenute negli ultimi giorni. Numerosi sono stati i danni causati. Molti i corsi d'acqua sono esondati che hanno causato l'allagamento di vaste zone del nostro territorio. Anche alcune strade provinciali sono state invase da frane e smottamenti, che le hanno ostruite.
Vogliamo conoscere dettagliatamente cosa sta facendo l'amministrazione provinciale di concreto, per affrontare la situazione sul lato rischio idrogeologico e quello della protezione civile.
A noi appare che sia sul lato edilizio scolastico che su quello di protezione e cura del territorio, vi sono dei ritardi. Causati certamente ora, dalla mancanza di risorse economiche adeguate. 
A noi ci viene spontanea una semplice domanda?
Perché sempre e solo dopo che accade qualcosa, oppure quando la situazione diventa insostenibile, si tende sempre ad affrontare i problemi?
Mai prima e con una corretta poltica di vera programmazione.
Forse  sia sul fronte scolastico che su quello della sicurezza idrogeologica, se si fosse agito prima nel momento in cui erano presenti abbondanti risorse, molte carenze e disagi per i cittadini non sarebbero sicuramente accadute. Due temi che Sinistra Ecologia Libertà, ha sempre posto insieme a quello del lavoro, al centro della sua attività poltica ed amministrativa. Una cattiva pianificazione del passato e  di una strategia politica, ma anche di concrete priorità, più vicine alle esigenze dei cittadini e invece si è forse preferito più l'aspetto d’immagine esterna, cercando di mostrare  una lega di governo  forte e capace di una buona amministrazione, quando poi alla lunga questo non si è visto.
Sola ora ce  ne stiamo accorgendo concretamente, leccandoci le " costose  ferite".
Abbiamo sempre pensato che prevenire ( vedi sicurezza del territorio), è sicuramente più intelligente e anche meno costoso, di quello di provvedere  a riparare i danni dopo .
Anche sulla scuola, non si dovevano rimandare delle scelte, e si dovevano  investire ad esempio più risorse sul polo scolastico ( come quello di Castelfranco), che da anni presenta delle croniche carenze.
Ad esempio, su come si amministra,   ci appare grottesco ed anche grave che solo ora Muraro, chiede le risorse dovute per delega regionale sul rischio idrogeologico ( sistemazione di frane e smottamenti), date alla provincia. Una somma dovuta di circa 10 milioni di euro ( demanio idrico), che la Regione Veneto si è " intascata" secondo il Presidente della provincia dal 2008, e solo ora viene chiesta da Muraro.
Non conosceva già da tempo questa inadempienza? e perchè non ha agito prima e non ora, quando poi sono anni che nella marca avvengono fenomeni atmosferici di pioggia o neve straordinari?
E sul " Maffioli" di Castelfranco che da anni presenta una carenza di struttura, anche dal punto di vista statico, solo ora si ricorre ai ripari?. A proposito la soluzione proposta dall'Assessore è quella di trasferire una parte degli studenti nella sede del Convitto sempre di Castelfranco. Non capiamo poi dove andrebbero a finire gli studenti che addiritura ci vivono nella struttura della castellana?
Strano modo di governare il nostro territorio.

domenica 9 febbraio 2014

Sinistra Ecologia Libertà accanto ai lavoratori della Electrolux

Sinistra Ecologia Libertà fin dall'inizio dei problemi  ( delocalizzazione del lavoro in Polonia, e relativa riduzione dei posti di lavori )  negli stabilimenti del colosso svedese presenti in Italia ,  ha manifestato, ad ogni livello istituzionale, la piena e totale solidarietà, verso i lavoratori della Electrolux. Chiedendo e ottenendo  a dicembre del 2013,  un Consiglio Provinciale straordinario sul tema della crisi delle aziende della marca . Un Consiglio che ha visto la partecipazione della Rsu dell'Azienda, che hanno denunciato la grave crisi occupazionale che ancora è oggetto di grande preoccupazione per tutto i nostro territorio.
Abbiamo mantenuta viva la nostra attenzione, anche attraverso una serie di comunicati e di prese di posizione pubbliche . Nell'ultima assemblea provinciale, abbiamo dato vita ad una sottoscizione , che ha raccolto circa 200 euro, che sono state donate ieri alle compagne e i compagni della Rsu presenti al presidio.
Sempre ieri,una delegazione di Sinistra Ecologia Libertà, composta dal deputato di collegio Giulio Marcon, il coordinatore provinciale Luca De Marco, il capogruppo in consiglio provinciale Luigi Amendola e in consiglio comunale a Treviso Said Chaibi, e compagne e compagni del circolo di Conegliano e del provinciale, ha portato ieri solidarietà ai lavoratori in lotta della Electrolux presso il presidio fisso davanti all'ingresso dello stabilimento di Susegana.
Augustin Breda, della RSU, ha illustrato ai convenuti la situazione della trattativa e le questioni in gioco. Nei prossimi giorni i lavoratori in assemblea decideranno in merito alla prosecuzione e alla forme della mobilitazione, in rapporto agli ultimi sviluppi della vicenda.
Il deputato Marcon ha assicurato l'impegno del gruppo parlamentare a sostegno della difesa dei diritti del lavoro, a fronte di una vertenza che rischia di rappresentare un salto di paradigma nel quale di svalorizza il lavoro e si intacca una barriera finora invalicata come quella della drastica riduzione della retribuzione netta dei lavoratori in cambio della permanenza delle produzioni in Italia. La lettera di intenti di Electrolux, che si chiude con una forma ricattatoria rispetto alla lotta in atto, non rappresenta ancora la soluzione della vertenza. I deputati di SEL si adopereranno per allargare il fronte di sostegno e coinvolgere il maggior numero di parlamentari, anche delle altre forze politiche sensibili alla questione, per organizzare una presenza massiccia nei prossimi giorni a fianco dei lavoratori.
Luca De Marco ha assicurato il sostegno della Federazione provinciale e dei circoli territoriali di SEL ai lavoratori in lotta, e ha consegnato un contributo economico per le spese del presidio frutto di una colletta tra i membri dell'Assemblea provinciale di SEL.
Quasi nelle stesse ore, la deputata di SEL Serena Pellegrino portava la propria solidarietà al presidio dei lavoratori davanti allo stabilimento Electrolux di Porcia.

giovedì 9 gennaio 2014

Il Piano Regionale delle Attività di Cave ( PRAC) un "affare" per i soliti cavatori, dopo 31 anni di attesa

Presentato oggi in Provincia  il nuovo PRAC.
Ci hanno messo veramente poco, solo più di 30 anni.....
 
Nel settore estrattivo, compito fondamentale della Regione è quello della pianificazione delle attività di cava attraverso lo strumento del Piano Regionale delle Attività di Cava (PRAC) previsto dall’art. 4 della L.R. 07.09.82, n. 44.
La Giunta Regionale, preso atto del fatto che la Regione non si è ancora formalmente dotata di un piano, con provvedimento n.882 del 21.06.11 ha disposto l’avvio delle attività per la formazione di una nuova proposta di PRAC.
Con deliberazione n. 2015 in data 4 novembre 2013 la Giunta Regionale ha quindi adottato il Piano Regionale delle Attività di Cava (PRAC), che regola le attività estrattive per i materiali sabbia e ghiaia, detrito e calcari per costruzioni, e avviato la fase di pubblicazione e di raccolta delle osservazioni

Quella dell'attività di cava è un problema che, nella provincia di Treviso, si intreccia con il grande tema del consumo del territorio.
In questi anni e decenni l'escavazione e il consumo di suolo hanno marciato e colpito assieme. L'intreccio tra le due questioni è esemplarmente rappresentato nel progetto, fortunamente tramontato, della mega cementificazione di Barcon di Vedelago. E' ancora vivo e presente nell'ipotesi di nuovo casello a Santa Lucia di Piave.
La questione delle cave è perciò già pesante e grave in sé, e inoltre si porta dietro una delle grandi questioni che stanno di fronte alla politica e alle amministrazioni trevigiane e venete, cioè il governo rispettoso e sostenibile del territorio.
Attorno alla questione della quantità e della localizzazione delle escavazione ci sta tutta una serie di altre questioni rilevanti da affrontare. E' mai possibile, ad esempio, che non si sia provveduto ancora ad aumentare l'indennizzo che chi escava deve versare al Comune nel cui territorio si trova la cava, fermo da anni a 0,62 Euro, laddove in alcune altre regioni è stato portato anni fa a 2,00 Euro ? E questo contributo è giusto che spetti solo al comune “ospitante” o una parte non dovrebbe andare alla Provincia per interventi sul più ampio raggio territoriale nel quale si riversano ovviamente le conseguenze dell'escavazione?
Per quanto riguarda le sanzioni, la nuova legge sull'attività di cava prevede che quanto viene corrisposto come sanzione per l'escavato non autorizzato sia pari a 6 volte il valore di mercato del materiale estratto senza autorizzazione o in eccedenza, cosa che dovrebbe consentire un effettivo potere deterrente delle stesse, mentre attualmente questo non avviene perché l'importo delle sanzioni è pari al valore di mercato, ma questo è fissato dalla Camera di Commercio che continua a certificare valori irrisori rispetto a quelli effettivi di mercato. 
La nuova legge prevede di demandare ai comuni il controllo sull'attività di cava. Si tratta di una barzelletta, quando mai un piccolo comune come ad esempio la bucherallata Vedelago è in grado di gestire la complessa macchina di controlli rispetto ad una attività come quella di cava ?
 La Provincia, alla quale competono oggi i controlli, ha personale dedicato e strumentazioni adeguate, ha investito risorse qualche anno fa per una campagna di controlli sulle cave a falda affiorante con ecoscandaglio su battello in collaborazione con l'Istituto Oceanografico per monitorare l'escavazione sotto falda, elevando poi sanzioni per oltre 700.000 euro. Smantellare tutto ciò per mettere i controlli in carico ai comuni significa di fatto rinunciare a controlli severi e seri.

martedì 31 dicembre 2013

Non alimentiamo le paure dei cittadini


Iniziamo a smarcarci da alcune considerazioni troppo facili e superficiali che leggiamo.

Molto spesso quando si parla di microcriminalità si  evidenzia sulla stampa, quando vengono inseriti e descritti i fatti, la provenienza per lo più straniera del delinquente.

Molto spesso ormai i singoli reati dei cittadini italiani non sono nemmeno pubblicati, certi di non fare quasi più notizia.
Infatti anche il Ministro Kyenge ha più volte sottolineato il grave errore che si sta facendo nel nostro paese , cioè quello di dare maggiore spazio  ALLA PROVENIENZA dell'autore del crimine rispetto AL CRIMINE stesso.
Risultato assai scontato è che lo straniero è ormai percepito come pericolo imminente.
Mogliano Veneto è sempre stata una città sicura se paragonata a tante altre realtà italiane, ma quando i singoli episodi vengono descritti mettendo al centro dei ragionamenti le differenze tra le PERSONE invece che i problemi (in questi casi il crimine, che non dipende dal colore della pelle e nasce da cause sociali più profonde), oltre a percepire una città insicura corriamo il rischio di perdere di vista le cause sociologiche che portano a questi episodi estremi e di conseguenza , nel momento in cui si rende necessario favorire una cultura dell’accoglienza e di benessere dei cittadini (che non riguardi solo gli stranieri), si contrappone una cultura di mera sicurezza che parla soltanto di repressione e inasprimento del controllo e della militarizzazione del territorio e delle pene per tutti, italiani e non.
Oggi è stata pubblicata una apposita ricerca dell'Università la Sapienza di Roma dove viene riportato che la provincia di Treviso è la seconda in Italia in fatto di sicurezza, mentre siamo più in difficoltà in fatto di vivibilità.
Quindi questa ricerca ha sottolineato che viviamo in un territorio già sicuro.
Ci dispiace che  molti  continuino a strumentalizzare questa tematica, per catturare qualche consenso elettorale in più. 
E' IMPOSSIBILE socialmente vivere in un luogo dove non accada nessun reato.
Noi come Sinistra Ecologia Libertà ci sentiamo in dovere di affrontare un percorso di analisi culturale diverso, che non accetta l’intolleranza razziale e la sua evidenziazione come ingrediente con il quale convivere, a partire dall’uso di un linguaggio che sappia costruire la buona politica di civiltà per il bene sociale.
Nessuna militarizzazione delle nostre città , ma dialogo continuo e continui sforzi, per l'inclusione degli emarginati.
Nessuno si è mai preso la briga di vivere la città dalla loro parte veramente. 
Con gli anni si è fatta della ricerca per la sicurezza del cittadino ad ogni costo sempre e comunque, l'UNICA politica del nostro territorio, con il risultato di lasciare indietro e non risolti altri problemi.
Infatti sempre nella ricerca dell'Università di Roma, la provincia di treviso è al decimo posto in fatto di VIVIBILITA'.
Significa che viviamo sicurissimi, ma non tanto bene.
E' talmente evidente la cronica mancanza di spazi di aggregazione, di convivialità e di luoghi di inclusione sociale, che alla fine si vive esclusivamente chiusi nelle proprie abitazioni, oppure si entra in qualche locale privato ( pochi anche), oppure si passano le giornate di riposo domenicale e festivo negli immensi spazi dei centri commerciali. 
A noi sembrano e sono ben più gravi, da affrontare subito, altri problemi di ordine pubblico e di sicurezza, ma anche di gravi carenze sociali. 

Noi siamo preoccupati per esempio: 
dei rischi di infiltrazioni mafiose all'interno del tessuto produttivo, dove molte aziende sono ormai in crisi e facile preda di acquisizioni assai dubbie.
del fenomeno dell'usura, che porta i piccoli imprenditori  oppressi dai debiti, a dover  chiedere denaro a tassi di interesse elevatissimi, alle organizzazioni malavitose.
la presenza di gruppi organizzati di estrema destra, soprattutto nel capoluogo e non solo ( ogni anno abbiamo una festa fascista nella nostra provincia), tendenti a diffondere pericolosi messaggi di odio e di pratiche violente.
della disgregazione nel nostro e nei nostri comuni del tessuto sociale legato alla presenza di una povertà dilaniante, causata dalla crisi e dalla perdita di lavoro.
Quindi cerchiamo di evitare le facili strumentalizzazioni su un problema che non è un problema, ma soltanto un " facile " veicolo elettorale.
Invocare la sicurezza ad ogni costo, sempre e comunque è un metodo alquanto squallido per poter prendere qualche voto in più ed è, nel contempo, molto pericoloso perchè porta a percepire tutta la realtà "diversa" come un pericolo imminente, quando poi non lo è veramente.

venerdì 20 dicembre 2013

La fusione a "freddo" dei comuni di Villorba e Povegliano



Durante l’ultimo Consiglio Provinciale svoltosi il giorno 16 dicembre u.s., si è discussa la variazione delle circoscrizioni comunali per la fusione dei comuni di Villorba e Povegliano, parere non vincolante secondo quanto previsto della Legge Regionale n. 25 del 1992.
La votazione finale ha visto tutti i gruppi politici presenti favorevoli escluso il nostro che si è astenuto.
Un’astensione data dalla nostra perplessità, espressa chiaramente durante la seduta consiliare.
Per noi è stata subito evidente una contraddizione.
Pur essendoci uno studio di fattibilità dell’Università di Padova che tendeva a giustificare questa fusione, non abbiamo capito il perché la stessa dovesse avvenire con una consultazione referendaria dei cittadini dei due comuni dopo il parere della Regione Veneto  e non il contrario: i cittadini sono stati messi in secondo piano dalle istituzioni
Far esprimere la volontà dei cittadini dei due comuni interessati facendoli partecipare attivamente a una tale decisione così importante per noi è un dato fondamentale ed invece  per mesi questo processo ha visto protagonisti sui giornali solo sindaci, associazioni di categoria  anche sindacali e alcuni consiglieri regionali che si esprimevano in maniera incoerente su questa fusione, adducendo una serie di motivazioni alquanto vaghe.
Non a caso in questi giorni la procedura di fusione tra i comuni di Villorba e Povegliano sta incontrando una serie di intoppi.
Tutto questo conferma le nostre perplessità su operazioni di accorpamento e fusione studiate a “ tavolino”, i cui effetti econimici "positivi" non sono dimostrabili concretamente negli anni a venire .

Siamo convinti e non desideriamo alimentare false illusioni, ad esempio  che dall’intera  riforma del titolo V della nostra Costituzione -fortemente voluta sia dal governo Monti prima e ora messa in pratica dall’attuale Letta- possano arrivare le risorse necessarie per uscire dalla crisi sul capitolo " costi della poltica".
Notiamo  che lo stesso ministro non valuta come consistente il risparmio di risorse economiche nella tematica attualmente di moda della riforma delle  province.
Noi rispondiamo che il risparmio sarà ridicolo e ci sarà  solo uno svuotamento delle loro funzioni e la trasformazione in enti di secondo livello e non  si permetterà più ai cittadini di poter esprimere i loro rappresentanti.
Una minore democrazia rappresentativa, null’altro.
Le province  sono il refrain del momento in merito alla riduzione dei costi della politica, ma in realta' quanto a  numeri e cifre, sono gli enti locali che ci costano meno  come cittadini.  Ben più care e salate per le nostre tasche sono le regioni e soprattutto la miriade di enti di partecipate pubbliche.
Solo nel Veneto esistono  più di 170 di questi enti,  il cui costo solo di stipendi dei presidenti o amministratori nominati dai vari partiti, si aggira intorno al milione e duecento mila euro l’anno e parliamo delle sole spese dei soli “ nominati”, tralasciando la spesa dell’intera struttura. Ricordiamo che moltissime funzioni svolte da questi enti, potrebbero essere tranquillamente svolte  dai vari enti locali (comuni, province) con l'affiancamento della regione.

Tornando sulla “affrettata” fusione voluta a tavolino dai due Sindaci dei comuni di Villorba e Povegliano, questa non dovrebbe basarsi, come sta avvenendo,  sull’amicizia o simpatia dell’amministratore confinante, ma solo sulla possibilità concreta che possa portare un reale beneficio ai cittadini: perché non iniziare a considerare il nostro territorio realmente suddiviso i poli di “vita sociale e lavorativa?".
Parliamo di poli scolastici, ospedalieri, produttivi e commerciali. Queste aree sono tutte concentrate nelle medie città della nostra provincia  e fanno parte di veri e propri comprensori.
Aree “ vere” e vissute  dove si svolge tutta a nostra vita personale e lavorativa.


Forse e' più opportuno rafforzare Treviso facendola diventare una grande città e insieme con i paesi e le realtà circostanti  iniziare a ragionare in termini di mandamenti come, ad esempio, il vittoriese, la castellana, il coneglianese. Crediamo sia un un modo più  strutturato ed utile di creare a un vero progetto di razionalizzazione sia dei costi sia delle funzioni fruibili dai cittadini.
 Adeguare le istituzioni alla nostra vita  e non il contrario potrebbe essere la vera soluzione ed invece si obbligano i cittadini  ad adeguarsi a disegni  ingegnosi, irrazionali e nel contempo poco utili e poco vicini alle loro esigenze, creando situazioni in cui  noi stessi ci troviamo totalmente soli e smarriti  nel cercare di risolvere i reali problemi quotidiani.

giovedì 12 dicembre 2013

Congresso SEL provincia di Treviso 01/12/2013


Relazione del coordinatore Luca De Marco al 2° congresso provinciale di Sinistra Ecologia Libertà di Treviso