Treviso non è più cosa loro, ma è tornata ad essere un bene comune. La stagione del gentilinismo si chiude senza onori e senza alcuno stile, ma lascia come suggello l’ultimo indecente schizzo di rabbia insulsa. La campagna per il ballottaggio dei leghisti è stata l’ultima infamia perpetrata dalla banda padana che ha spadroneggiato per anni in città e ha disseminato a piene mani virus di inciviltà. Aizzare alla paura contro gli stranieri e gli zingari, in maniera becera e razzista, è stata l’ultima offesa all’intelligenza dei trevigiani. Che evidentemente si sono stancati di esser rappresentati come una folla festante dedita a portare in trono il tronfio sceriffo e a darsi di gomito ridacchiando alle sue sparate ultrarazziste. E, come già i milanesi al ballottaggio avevano respinto al mittente la campagna terroristica su “Zingaropoli”, così i trevigiani hanno rifiutato il delirante messaggio di chiamata alle armi contro il pericolo rosso e immigrato.
Giovanni Manildo è stato bravissimo a impersonare e rappresentare una alternativa politica e civile alla bruttura gentilinoide, e ora a lui e alla coalizione vincente spetterà un duro lavoro per ridare un ruolo alla città, ridare prestigio all’Amministrazione, ridare speranza alle cittadine e ai cittadini di fronte a una crisi ingiusta e micidiale. La coalizione politica e sociale che ha detto “basta” al solito andazzo ha però in se tutte le forze per reggere la sfida, forte del fatto che il percorso politico e programmatico è stato limpido e scevro da compromissioni, cedimenti e subalternità. Nessuna larga intesa è stata necessaria per vincere questa battaglia, così come si è vinto a Roma, Brescia, San Donà di Piave, e in tante altre realtà, sapendo costruire una alleanza per il cambiamento, di centrosinistra allargato alle forze civiche disposte al cambio di passo e alla costruzione di una alternativa di governo. Il messaggio giusto che arriva dai territori ai livelli nazionali è questo: alleanze per il cambiamento, schieramenti alternativi, coraggio nelle sfide. Tutto quello che è stato accantonato nei giochi di palazzo della capitale e che invece nei territori porta il cambiamento alla vittoria.
Luca De Marco
Coordinatore Provinciale
Sinistra Ecologia Libertà Treviso
martedì 11 giugno 2013
sabato 8 giugno 2013
Traforo di Santa Augusta: grazie a chi per anni ha lottato contro la sua apertura
Dopo anni di lotta del Comitato No Traforo SI alternative forse questa opera, che per tanti cittadini risulta inutile e fortemente impattante sul territorio di Vittorio Veneto, è stata bloccata definitivamente. Infatti, la sentenza del Consiglio di Stato ha bocciato il progetto del Traforo di Santa Augusta perché mancante della VINCA ( Valutazione di Incidenza Ambientale) relativa al Sito di Interesse Comunitario (SIC) riguardante il fiume Meschio e della Relazione di valutazione del Rischio Sismico. E' una prima importante vittoria del Comitato NO Traforo SI alternative, dei cittadini che hanno presentato il ricorso e di tutti coloro che si sono battuti contro questo progetto di circonvallazione inutile e dannoso.
Sulla situazione eravamo intervenuti anche come Gruppo Consiliare di Sinistra Ecologia Libertà, chiedendo la convocazione di una apposita commissione per permettere un confronto tra i cittadini e la giunta comunale sulla questione . Una commissione prima convocata per la settimana scorsa e poi subito rinviata a data da destinare, con giustificazioni alquanto fumose.
Sul esito della sentenza del Consiglio di Stato riportiamo la dichiarazione di Adriana Costantini ( SEL Vittorio Veneto) : " Prendo atto di questa sentenza con il rispetto che si deve ai giudici che ripristinano la legalità e restituiscono il diritto a che rischiava di subire un abuso. Come a mio avviso dovrebbero fare, al di là di essere favorevoli o contrari al traforo, tutti i cittadini che rispettano la legge, ivi compresi certi sindacalisti, assessori e il sindaco. Nel merito rilevo che il Consiglio di Stato ha accertato nel progetto le numerose irregolarità che in questi anni sono state anche da me segnalate sia in città, sia in Consiglio come consigliera comunale: prima di tutto il danno ambientale e la sicurezza sismica, fondamentale in una zona che ha rischio sismico pari a quello dell'Aquila. La giunta ha sempre tenuto all'oscuro la cittadinanza e rifiutandosi di agire, nella più acritica subalternità all'azione dell'Anas, di cui ora la sentenza accerta tutte le gravi carenze. In aggiunta a ciò va anche fatto notare che il progetto definitivo del 2009 non è mai passato in consiglio comunale benché fosse in variante del PRG. Certo i problemi restano: vanno risolti sia il superamento di Serravalle sia l'accessibilità alla Val Lapisina. Questa pausa può consentire di cercare e trovare soluzioni alternative più adeguate e rispondenti alle esigenze di tutta la città, nel rispetto della sicurezza e dell'ambiente. Per quel che mi riguarda, come annunciato in consiglio comunale, a breve chiederò ai colleghi consiglieri di dare vita ad una Commissione straordinaria per verificare la praticabilità dell'apertura della A27 e del suo uso gratuito come Tangenziale di Vittorio Veneto. Vedremo chi voterà contro ".
Come Gruppo Consiliare di Sinistra Ecologia Libertà, ci pare il minimo ringraziare chi ha lottato con grande tenacia e profonda preparazione tecnica, per fermare un opera pubblica inutile e che avrebbe provocato una ulteriore profonda ferita per il territorio. Valutare proposte alternative è anche per noi la via migliore rispetto alle esigenze della città di Vittorio Veneto.
Continuiamo a pensare che sarebbe ben più utile, far confluire tutti gli sforzi economici disponibili, per cercare di porre in sicurezza il nostro territorio anche attraverso una maggiore attenzione per la manutenzione delle strade, che invece continuare a pensare a grandi opere che in molti casi sono solo un unitile spreco di risorse economiche, con pochi reali benefici.
Progettando una attenta cura del territorio si avrebbe anche un gran vantaggio da un punto di vista occupazionale, distribuendo un gran numero di posti di lavoro per tutte le nostre imprese della Provincia di Treviso. Per troppi anni si è costruito male e senza una particolare sensibilità al tema della sicurezza e della cura territoriale.
E' arrivato il momento di fermarci.
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martedì 4 giugno 2013
Accanto a Said Chaibi
Molto grave per noi, quello che sta accadendo nei confronti sia del nostro partito che del nostro candidato eletto in Consiglio Comunale di Treviso, Said Chaibi.
Prima il chiaro attacco razzista e xenofobo, sia sulle pagine di Facebook di Gentilini Sindaco che su un volantino dove venivano raffigurati la Presidente della Camera dei Deputati on. Laura Boldrini accanto ad una foto di Said e ora ieri, addirittura inseguito dopo aver attaccato dei manifesti elettorali per Manildo Sindaco.
Non accettiamo questo comportamento nei confronti di nessuno, figuriamoci se poi avviene per un nostro candidato.
Ogni tipo di idea se espressa in modo democratico e civile, deve essere rispettata.
In un momento storico ove la richiesta di maggiore integrazione è viva e presente, anche attraverso il riconoscimento della cittadinanza italiana a chi nasce nel nostro paese da cittadini stranieri, risulta evidente la lontananza dalla realtà di chi invece continua in una noiosa, antica e perdente battaglia, nella contrapposizione tra italiani e stranieri.
Si può essere favorevoli o contrari ad ogni tipo di proposta, ma mai si deve arrivare ad un clima di intolleranza .
Ogni tipo di idea se espressa in modo democratico e civile, deve essere rispettata.
In un momento storico ove la richiesta di maggiore integrazione è viva e presente, anche attraverso il riconoscimento della cittadinanza italiana a chi nasce nel nostro paese da cittadini stranieri, risulta evidente la lontananza dalla realtà di chi invece continua in una noiosa, antica e perdente battaglia, nella contrapposizione tra italiani e stranieri.
Si può essere favorevoli o contrari ad ogni tipo di proposta, ma mai si deve arrivare ad un clima di intolleranza .
Chiediamo a tutte le Autorità preposte all'ordine pubblico di effettuare, quanto sia possibile per evitare questi atteggiamenti ostili nei confronti del nostro partito e sopratutto nei confronti di Said.
La politica è un confronto democratico, non una caccia alle streghe di false paure, create spesso ad hoc, per aumentare il clima di intolleranza e di odio. Ora basta.
A Said , va' tutto il nostro affetto e la nostra piena solidarietà
sabato 1 giugno 2013
Consumo del territorio: la buona notizia e quella cattiva
Con la vittoria alle comunali di Vedelago di Cristina Andreetta, già assessore della precedente Amministrazione, dalla quale prese le distanze per la pervicace volontà del sindaco Quaggiotto di dare il via libera al mega progetto cementizio di Barcon, un’altra pesantissima pietra viene messa sopra a quella idea di cementificare e scavare i campi agricoli antistanti a Villa Emo per portarci una cartiera e farci il più grande macello d’Europa e uno spazio commerciale. A questa buona notizia segue purtroppo quella cattiva, che Ikea ha ripresentato in Regione l’istanza per la realizzazione di un parco commerciale a Casale sul Sile.
La crisi economica e occupazionale sempre più drammatica può far pensare che una iniziativa come quella di Ikea sia un sollievo per la situazione sociale del territorio dove va a insediarsi, ma in realtà, al di là delle promesse, la realtà è che il bilancio va fatto sui posti che Ikea porta al territorio e su quelli che fa perdere al territorio. In questo bilancio, secondo quanto prevede il progettista incaricato da Ikea e non un commentatore ostile al progetto, i posti nuovi creati per il territorio sarebbero 89, in quanto il negozio Ikea farebbe perdere 100 posti alle attività concorrenti nel territorio e ne creerebbe 189. E’ lecito pensare che un calcolo proposto da Ikea stesso sia piuttosto ottimista sulla distruzione di posti di lavoro che comporterebbe il nuovo insediamento, e dunque ci pare ragionevole la posizione delle associazioni di categoria che invitano a lasciar perdere l’operazione. Se nel bilancio complessivo ci mettiamo il consumo di territorio agricolo, laddove in altre realtà, come nel torinese, la Provincia ha imposto a Ikea di insediarsi in aree produttive dismesse e non consumare territorio libero, allora ci sentiamo di ribadire la nostra posizione di contrarietà all’operazione di nuova Ikea a Casale. A Muraro che si dichiara favorevole all’insediamento Ikea ricordiamo che già una volta ha provato a portare in consiglio una apposita deroga al piano territoriale provinciale, e l’operazione è stata bocciata dal consiglio provinciale. E che la Provincia di Torino, a fronte di una analoga richiesta di Ikea di insediarsi in suolo agricolo, ha espresso parere sfavorevole ricordando come il piano territoriale provinciale torinese, come quello trevigiano, prevede che questi insediamenti vadano collocati in zona agricola. Dopo aver minacciato di dirottare l’investimento all’estero, ora Ikea sta trattando per insediarsi nell’area dismessa di Mirafiori.
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venerdì 31 maggio 2013
Accanto a "Libera la Domenica"
Abbiamo oggi presentato il seguente Ordine del Giorno, a sostegno della proposta di legge presentata il giorno 14 maggio alla Camera dei Deputati per dire No alla apertura degli esercizi commerciale la domenica ed i giorni festivi.
Ordine
del Giorno
Libera
la Domenica
Premesso che:
L’art 31 del Decreto Legge n. 201/2011 del cosiddetto “ Decreto Salva Italia” dal 1° gennaio 2012, ha liberalizzato definitivamente e senza esclusioni ed in tutto il territorio nazionale, il regime degli orari degli esercizi commerciali, superando il previgente principio generale dell’obbligo di chiusura domenicale e festiva dei negozi.
Secondo il governo Monti, questa eliminazione dei limiti e delle prescrizioni in materia degli orari, sarebbe correlata alla necessità di adeguare la disciplina nazionale ai principi previsti dall’ordinamento comunitario in tema di libera concorrenza tra gli operatori e pari opportunità di accesso al mercato;
Considerato che:
Alla Camera dei Deputati, nel mese di marzo 2012 era stato già proposto, ma non approvato, un Ordine del Giorno che avrebbe impegnato il Governo “ a rivedere” l’attuale disposizione in materia di liberalizzazioni, prevedendo la formulazione di una norma apposita e specifica, di concerto con le Associazioni di Categoria interessate e gli Enti Locali, in grado di prevedere una graduale revisione del principio delle liberalizzazioni degli orari del commercio, considerando anche e soprattutto la crisi economica del nostro paese, che colpisce in modo particolare il settore del commercio e quella della piccola e media distribuzione,
Inoltre; la liberalizzazione degli orari per gli esercizi commerciali, mette a rischio anche la sopravvivenza dei negozi al dettaglio che stanno scomparendo a vantaggio della grande distribuzione.
Non meno importante sottolineare che, la teorica spinta ad una maggiore apertura al mercato, non deve negare il diritto al giusto riposo dei lavoratori, alla partecipazione alla vita di comunità potendo anche rispettare le festività civili e religiose.
La chiusura nei giorni festivi e nelle domeniche, permetterebbe a lavoratori ed imprenditori di poter stare in famiglia, condividendo insieme anche ad amici, tempo libero ed interessi.
Il Consiglio Provinciale:
aderisce alla Campagna Nazionale “ Libera la Domenica” che ha già visto l’adesione delle Associazioni Sindacali ( CGIL CISL UIL ) di categoria, la Conferenza Episcopale Italiana e la CONFESERCENTI del nostro territorio ed invita i parlamentari veneti a sostenere la proposta di legge depositata il giorno 14 maggio 2013 presso la Camera dei Deputati volta a cambiare la normativa sulle liberalizzazioni degli orari, riportando nell'ambito delle competenze delle Regioni, le decisioni sulle aperture degli esercizi commerciali..
Il Consigliere Provinciale
Luigi Amendola
allegata la proposta di legge
http://www.liberaladomenica.it/wp-content/uploads/2012/11/Gazzetta-Ufficiale-annuncio-proposta-di-legge.jpg
giovedì 30 maggio 2013
Poco rispetto per i cittadini di Asolo
Martedì scorso si è riunita la Commissione urbanistica provinciale, chiesta dal Partito Democratico, per illustrare ai commissari il nuovo Piano di Assetto Territoriale del Comune di Asolo.
Un piano che sembra piacere solo al Sindaco, a qualche assessore della Lega, ai due progettisti e a nessun altro.
Infatti, anche i Consiglieri provinciali hanno espresso in modo quasi unanime un giudizio negativo, sottolineando tutta la loro perplessità soprattutto in merito ai previsti aumenti di cubatura destinata all'edilizia abitativa, localizzata in modo prevalente nel centro storico.
Per le aree produttive e commerciali , anch’ esse oggetto di un previsto aumento della loro superficie, sono stati espressi giudizi negativi, non essendoci alcuna reale necessità.
Vogliamo ricordare che nel nostro P.T.C.P. è prevista, come indicazione prioritaria, la via del riutilizzo e la riconversione del presente.
Dopo anni di feroce e abusato utilizzo del cemento in modo dissennato, non ci appare assolutamente corretto continuare con questa politica di pianificazione urbanistica, in modo particolare in una Città come Asolo che è di una bellezza unica nel suo genere.
Grave è stato il comportamento della Giunta e del Sindaco di Asolo, che pur essendo stati invitati ufficialmente a partecipare alla commissione, hanno disertato l'invito e non hanno inviato nessuno a rappresentare il Comune.
Un comportamento da censurare con decisione, in quanto alla convocazione si erano presentati molti cittadini che avrebbero meritato maggiore rispetto.
Ma sembra purtroppo assai difficile far incontrare i desideri degli abitanti di Asolo ( nettamente contrari al P.A.T) con quelli del Sindaco e di qualche Assessori della Lega ( favorevoli ).
A questo punto abbiamo chiesto la convocazione di un'altra commissione urbanistica congiunta tra la Provincia di Treviso ed il Comune ( sempre con oggetto il P.A.T) , augurandoci che questa volta sia il primo cittadino di Asolo che la Giunta non scappino ancora dal confronto almeno sul loro Comune.
domenica 26 maggio 2013
La ex discarica di Zerman è un problema da risolvere subito
A seguito della nostra lettera all'Assessore all'Ambiente della Provincia, si iniziato a porre il problema del percolato abbondante prodotto dal sito, alla attenzione dei vari Enti preposti alla gestione dei rifiuti urbani .
Sarà convocata a breve una commissione ad hoc, in merito alla situazione delle discariche post mortem, cioè tutti gli impianti che ormai hanno cessato di operare, ma che continuano a creare disagi e problemi che possono causare, dove si chiederà la presenza del consorzio che gestisce il sito, l'Arpav e la Regione Veneto.
La discarica di Zerman è una di quelle. Un vecchio impianto per la raccolta dei rifiuti urbani che, secondo i tecnici della provincia, è stato progettato male fino dall'inizio della sua utilizzazione.
Infatti è ben noto che ad ogni precipitazione atmosferica, la produzione di percolato è abbondante ed il liquido maleodorante e carico di sostanze organiche e non, tende ad accumularsi nei pozzi accanto al sito.
Siamo preoccupati anche per le falde acquifere che per il momento secondo le analisi prodotte sino ad ora dall'Arpav, hanno dato un esito soddisfacente sulla qualità delle acque, ma non sappiamo che se con gli anni e se nessuno non si preoccupa di elaborare un progetto per risolvere il problema del percolato che trasuda dalle protezioni, si possono anche inquinare.
Per questo motivo, abbiamo anche chiesto alla Provincia, di richiedere alla Regione Veneto di predisporre per il futuro delle nuove analisi, che possano ancora dimostrare la buona qualità della acqua che tutti i cittadini di Mogliano Veneto usano.
Insomma il problema c'è e deve essere risolto al più presto e non rimandato continuamente.
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