Ieri sera, il Consiglio Provinciale ha espresso parere negativo, secondo quanto previsto dall'articolo 16 della legge regionale 11/2010, fermando il progetto di ampliamento della discarica terra a Castagnole di Paese.
Questo progetto avrebbe previsto la costruzione di un impianto per la raccolta, lo stoccaggio e lo smaltimento di un rifiuto speciale : l'amianto.
Una decisione presa con il solo voto contrario del Consigliere di Forza Italia per il Veneto Mario Gabrielli.
Alla riunione del Consiglio Provinciale, erano presenti molti cittadini di Paese che da anni combattono contro questo progetto e che nel momento della votazione, hanno giustamente manifestato tutta loro soddisfazione con un grande applauso liberatorio.
Il progetto presentato dalla ditta Mosole è stato fin dall'inizio oggetto delle nostra convinta opposizione perché il luogo prescelto e cioè Paese è un territorio, già ampiamente " usato" e martoriato da un numero impressionate di discariche e cave ( circa 30).. In secondo luogo non rispettava il principio della "prossimità"di produzione del rifiuto, della sua raccolta e del suo definitivo smaltimento. Un criterio su cui poi si basa il parere che viene espresso dal Consiglio Provinciale. Vogliamo sottolineare che esiste certamente la necessità di smaltire un rifiuto speciale e pericoloso come l'amianto, ma certamente il nostro territorio non può continuare ad essere oggetto di continue aperture di discariche e anche di eventuali impianti per i rifiuti speciali.
Da sottolineare che per i rifiuti come l'amianto, vale la normativa per la libera circolazione della merci per tutta l'europa. Abbiamo quindi proposto di cercare dei siti già attivi a cui rivolgere l'attenzione per lo smaltimento , in quanto anche dalla relazione dell'Arpav, buona parte del rifiuto speciale non proveniva ne'dalla nostra Provincia e nemmeno dalla nostra Regione.
I cittadini di Paese hanno portato avanti questa lunga battaglia, anche attraverso la raccolta di migliaia di firme, che hanno certamente permesso non solo una maggiore sensibilizzazione sul problema, ma hanno permesso a tutti i consiglieri una maggiore e profonda riflessione sul delicato problema.
Alla fine questa lotta, a cui noi ci siamo ben volentieri affiancati fin dall'inizio della discussione del problema in provincia, è stata vinta.
Certo ora il problema esiste e sicuramente ci aspettiamo anche un eventuale ricorso al tar, da parte della ditta Mosole. Ma noi continueremo ad essere a fianco dei cittadini perché è giusto che prevalga la volontà ed il desiderio da parte degli abitanti di Paese, di vivere in un ambiente sano e con pochi o nulli pericoli per la salute. E non certamente il criterio opposto che spesso accade, ove gli abitanti di un territorio subiscono scelte a loro indigeste.
Ieri la Provincia di Treviso ha dimostrato di essere vicino alle esigenze del territorio.
Speriamo e ci auguriamo che questo avvenga sempre più spesso.
Il Governo Letta Berlusconi ha l'obbligo di trovare risorse per l'edilizia scolastica superiore ( funzione in seno alla provincia).
Come ha trovato subito i soldi per l'Imu, deve cercare le risorse per finanziare le scuole.
Come ha trovato subito i soldi per l'Imu, deve cercare le risorse per finanziare le scuole.
E' una costante delle larghe intese non dare risposte ai problemi veri, ma affrontare il quotidiano e in un modo assai insufficiente.Viviamo in un territorio ove esistono delle grandi carenze in fatto di aule e spazi formativi e non devono essere certamente gli studenti e le loro famiglie a pagare le continue incertezze di chi ci governa sulla infinita querelle provincie si, provincie no. Fino a quando esse esisteranno devono avere i fondi necessari per poter funzionare. Se chi governa la nostra provincia nel passato avesse usato meglio le risorse in suo possesso non finanziando per esempio maratonine varie , mondiali di mountain bike, assurde sagrette, faraonici buffet etc , ora con quei soldi risparmiati si sarebbero avute sicuramente nuove aule e spazi idonei per i quasi 40 mila studenti della marca. Agli studenti ora invece il solo disagio di dovere continuare a studiare tra molte difficoltà. Le carenze di molte scuole superiori, sono a conoscenza della giunta Muraro da molti anni e sicuramente nel periodo passato, ove esistevano anche notevoli somme trasferite dallo stato all'ente provincia, dovevano essere investite subito in nuove scuole e palestre.
Esiste anche un problema molto serio rappresentato dalla messa in sicurezza antisismica di molti edifici scolastici della fascia pedemontana. Durante una commissione consiliare da noi richiesta, si è valutato che il costo totale per porre al sicuro le scuole da eventuali terremoti o altri eventi naturali è di circa 100 milioni di euro. Anche a questo importantissimo e serio problema qualcuno che ci governa, dovrebbe dare una risposta seria ed immediata.